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giovedì 13 giugno 2019

Festival della Fiaba pensato per gli adulti: dal 14 al 16 giugno torna a Modena la sesta edizione


FESTIVAL DELLA FIABA PENSATO PER GLI ADULTI: DAL 14 AL 16 GIUGNO TORNA A MODENA LA SESTA EDIZIONE
FESTIIVAL DELLA FIABA PENSATO PER GLI ADULTI: DAL 14 AL 16 GIUGNO TORNA A MODENA LA SESTA   EDIZIONE Approfondire il genere narrativo della Fiaba attraverso un'indagine intellettuale, antropologica e culturale: dal 14 al 16 giugno torna a Modena - in una nuova versione itinerante presso il circolo culturale Filatoio e varie location nel quartiere adiacente al Museo casa Enzo Ferrari - il Festival unico sul territorio nazionale per il suo target di riferimento, ovvero il pubblico adulto e consapevole. Tre giorni di narrazioni in voce semplice di fiabe e miti, conferenze, performance, spettacoli, Workshop e tante iniziative dedicate quest'anno al tema della "Follia"

Modena, 12 giugno 2019 Conferenze, narrazioni in voce semplice di fiabe della tradizione e non solo, spettacoli, performance, oltre a workshop, momenti dedicati al gusto e altro ancora: tanti gli appuntamenti ideati ad hoc in programma per la sesta edizione del Festival della Fiabada venerdì 14 a domenica 16 giugno presso il circolo culturale Filatoio (via de' Bonomini 61/63 www.filatoio.come varie location nel Quartiere adiacente al Museo casa Enzo Ferrarivicino al centro storico di Modena. Torna la manifestazione unica sul territorio nazionale per originalità e target di riferimento nata da un'idea di Nicoletta Giberti,performer e regista teatraleche da anni indaga attraverso linguaggi eterogenei il genere "Fiaba" con uno sguardo ampio e profondo. Tema caratterizzante di quest'anno è la "Follia", declinata e indagata in diversi aspetti e sfumature, a cominciare da una serie di conferenze dedicate in cui scrittori, professori e pensatori approfondiranno il filo conduttore proposto dal Festival. Tra gli altri saranno protagonisti - in appuntamenti a ingresso gratuito - lo scrittore Mario Ferraguti, che parlerà de "I Folletti, la follia e il vento" (domenica 16 alle ore 18.30), Ivonne Donegani - professoressa universitaria, già direttrice del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna e responsabile del progetto Arte e Salute Mentale e Nicola Bonazzi, drammaturgo e regista, tra i fondatori della Compagnia Teatro dell'Argine. La Donegani, da anni impegnata attivamente nei percorsi di de-istituzionalizzazione, promozione della salute e inclusione sociale in collaborazione con le associazioni di familiari e utenti, terrà una conferenza dal titolo "Ho sognato che vivevo" (sabato 15 alle ore 18.30)mentre Bonazzi, che dal 2012 collabora come guida del laboratorio teatrale con "Gli Amici di Luca", compagnia nata in seno alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris di Bologna tratterà di "Che Venne in furore e matto: la Pazzia di Orlando"(venerdì 14 alle ore 18.30). Le conferenze avranno tutte luogo presso lo spazio Progetto Lavoratorio.

Nell'ambito della sesta edizione del Festival, quest'anno pensata per un pubblico esclusivamente adulto, ogni evento sarà in dialogo con il luogo che lo ospita: ecco allora che la camera 22 dell'Hotel La Pace sarà la location perfetta per ascoltare la storia di Cappuccetto Rosso, mentre StudioLoom di Laura Turrini, StArt 60Veronesi Italia - dove si importa il Rum - l'Atelier di Andrea Capucci, lo spazio di Marco Brunetti Tube Amplification e il centro di pratica e ricerca La Tigre Bianca accoglieranno altre fiabe ed eventi, mentre sarà possibile assaggiare due piatti tipici selezionati al ristorante La Cucina e alla Trattoria Via Ferrari.

Tante anche le performance e gli spettacoli - con un biglietto dal costo variabile prenotazione obbligatoria - tra cui, da non perdere, "Il Sapere perduto: un viaggio tra caduta, compimento e metamorfosi":un percorso itinerante, ideato e diretto da Nicoletta Giberti, direttrice artistica del Festival della Fiaba, dedicato ai disegni di Gea Zoda - figlia dell'artista e incisora Andreina Bertelli e del pittore Italo Zoda, frequentatori tra gli altri di Renato Guttuso, Leonardo Sciascia e Dacia Maraini - che, cresciuta immersa nell'arte e stimolata dal percorso narrativo intrapreso al Festival e dal tema della Follia, per la prima volta in questa occasione mostrerà le sue opere al grande pubblico, in un modo assolutamente originale e "folle".

E poi performance, come "Sotto Chiave: trama e ordito di un segreto", a cura della narratrice Anna Tondelli e della costumista d'epoca Mariana Polisena, dedicata a Barbablùe le fiabe della tradizione, che saranno le protagoniste assolute del Festival a loro dedicato. Narrate in voce semplice nei vari luoghi della manifestazione ogni mezz'ora circa, per una capienza che varierà a seconda degli spazi, per mantenere la bellezza dell'intimità della condivisione. E, ancora, presentazioni di libri, come "Disturbi di luminosità" (Gaffi editore), di Ilaria Palomba, dove la follia emerge dall'assenza d'amore, di certezze, di futuro, in un sociale che implode (sabato 15 alle ore 21.30). 

Novità di quest'anno sono i miti narrati in voce semplice dal gruppo diretto da Michele Collina. Il termine "mito" deriva dal greco mythos, che significa "Parola, racconto". Nel linguaggio comune la parola "mito" indica qualcosa di favoloso o di irraggiungibile, che viene in qualche modo amplificato e allontanato dal reale. Chi meglio di coloro che hanno vissuto una buona parte della loro vita può dare voce al mito? Le persone che hanno accumulato anni sul loro cammino guidati dalla competenza e dalla grande sensibilità di Michele Collina raccontano alcuni miti dalle Metamorfosi di Ovidio.

Il Filatoio sarà centro Festival per momenti di ristoro tra una fiaba e l'altra, aperitivi, cene ma anche colazioni, brunch e pranzi. Nella caffetteria sarà servito a qualsiasi ora l'assenzio, in onore della fata verde che tanto ispirò i poeti maledetti attraverso la perdita della ragione e l'incontro con la follia. Mentre il giardino del circolo sarà l'anima pulsante del Festival, uno spazio dove gustare cose buone da mangiare, dove attendere il proprio turno per andare ad ascoltare una fiaba e soprattutto dove incontrarsi e scambiare parole, pensieri e suggestioni. Lì ci sarà anche la bottega di Lu_Ghirò, attenta artigiana dell'antica arte del ricamo. 

"Dopo cinque edizioni in cui abbiamo cercato spazi potenti, bellissimi e accoglienti, abbiamo deciso di spostare lo sguardo su un quartiere difficile di Modena, ma che ha un grande potenziale, perchè ricco di verità e libertà- spiega Nicoletta Giberti, direttrice artistica e ideatrice del Festival della Fiaba - Non a caso il Filatoio sorge esattamente lì e, da due anni, brilla e brulica di iniziative e persone che lo frequentano entusiaste e grate di ciò che incontranoPerché l'intento del Festival della Fiaba è anche quello di portare luce e bellezza in questi luoghi, per aprire riflessioni personali e collettive. E la manifestazione nasce dallo stesso impulso che nel tempo ha mosso l'uomo a raccontare fiabe: l'incontro con il substrato inconscio e l'effetto vivificante che se ne trae, raccontandole, leggendole o semplicemente ascoltandole. La fiaba è fatta di simboli che si ripetono dalle origini in tutto il mondo, ed è nata per gli adulti, i bambini erano ascoltatori occasionali, di passaggio". 

Ecco allora un Festival unico su tutto il territorio nazionale, che ricrea quello che un tempo veniva definito "focolare", celebrando il rito della narrazione e predisponendo i suoi visitatori a uno stato di ascolto, perché le fiabe mettono in scena da sempre la stessa storia: l'identificazione del sé. Ogni volta che una fiaba della tradizione viene raccontata, qualcosa di prezioso viene condiviso e compreso da tutti in un'epifania personale e collettiva.

 

Il Festival della Fiaba gode del Patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Comune di Modena, oltre che dell'Università di Bologna, dipartimento di Scienze dell'Educazione.

 

Per informazioni, dettagli sul programma e prenotazioni:

328 7814093




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mercoledì 27 febbraio 2019

Anatomie del linguaggio (Poesia Visiva in Italia) ABAMC 7/03/2019

anatomia del linguaggio

uno sguardo sulla poesia Visiva in Italia

a cura di Antonello Tolve

 

 

GABA.MC – Galleria dell'Accademia di Belle Arti di Macerata

Piazza Vittorio Veneto 7 (MC)

dal 07 marzo al 07 giugno 2019

Opening | giovedì 07 marzo ore 18.00

 

 

 

L'Accademia di Belle Arti di Macerata, in collaborazione con la Fondazione Filiberto e Bianca Mennaè lieta di annunciareanatomia del linguaggio, un'importante antologica dedicata alla galassia della poesia visiva che si terrà negli spazi della GABA.MC – Galleria dell'Accademia di Belle Arti di Maceratain PiazzaVittorio Veneto 7, dal 07 marzo al 07 giugno 2019

 

Con anatomia del linguaggio il fenomeno della poesia visiva, nato sull'onda di quelle sperimentazioni artistiche e letterarie dagli anni Sessanta in poi, tipiche della Neoavanguardia, è osservato in una prospettiva complessiva che raggruppa per la prima volta tutte quelle personalità che si sono mosse e hanno agito in Italia nell'ambito di tale esercizio di confine, offrendo un contributo imprescindibile e sostanziale al generale e coevo clima internazionale dell'epoca.

 

 

In diretta continuità alle diverse esperienze della sperimentazione poetico-letteraria delle avanguardie storiche, fondamentale in tal senso è la figura di Carlo Belloli nella ripresa del paroliberismo futurista, la poesia visiva, fenomeno diverso rispetto al concretismo (con il quale, tuttavia, condivide alcune basi teoriche e quella che Gillo Dorfes definisce l'urgenza […] di accostarsi a un tipo di comunicazione attraverso la parola che sia quanto possibile diretta e visualmente immediata), «rende visibili i persuasori occulti utilizzando gli strumenti stessi della persuasione e mostrando al suo interno cortocircuiti costruttivi, capaci di massaggiare il cervello del pubblico per dirottarlo nell'ambito di una riflessione atta a ridefinire il potere del sapere umano che si svincola dal controllo del tempo libero con lo scopo di rafforzare la consapevolezza degli individui». 

Pertanto, il flusso dei poeti, degli scrittori e degli artisti che in diverso grado aderiscono alla galassia della poesia visiva (nel 1963 si costituiscono il Gruppo 70 a Firenze e il Gruppo 63 a Palermo) considera la parola stampata oltre la sua concreta fisicità di carattere tipografico e dunque la scrittura, oltre che nella sua primaria funzione di senso, lo strumento più efficace per addentrarsi nella natura polisemica del segno-immagine

 

Negli oltre centoventi nomi in mostra che, rappresentano lo spaccato più ampio e completo finora ordinato nell'ambito delle ricerche storico-critiche sulla poesia visiva in Italia, incontriamo dunque quelle geniali prove e «pungenti ridefinizioni di un lessico totale che vuole non solo disintegrare la dittatura dei modelli pubblicitari, ma anche concepire un progetto transemiotico capace di andare contro ogni perbenismo, di risvegliare il potenziale erotico dell'ibrido, di trasformare il meticcio in feticcio». 

 

 

Opere di Vincenzo AccameVincenzo AgnettiPaolo AlbaniAdriano AltamiraFernando AndolcettiVincenzo ApolloniDavide ArgnaniNanni BalestriniPaolo BarrileGianfranco BaruchelloFranco BattiatoCarlo BelloliMirella BentivoglioRosetta BerardiCarla BertolaIrma BlankTomaso BingaAchille Bonito OlivaAnna BoschiPaola CampanellaCioni CarpiUgo CarregaLuciano CarusoUgo CastagnottoGiuseppe ChiariCosimo CiminoRoberto CominiVitaldo ConteBetty DanonFernando De FilippiGiuliano Della CasaMichele De LucaChiara DiamantiniMario DiaconoMarcello DiotalleviCorrado D'OttaviVirginia FaginiAlberto FaiettiMaria Pia Fanna RoncoroniGigliola FazziniFernanda FediVincenzo FerrariGiò FerriCarlo FinottiGiovanni FontanaGiancarloFranchiNicola FrangioneCesare FulloneMaria GagliardiNella GiambarresiYervant GianikianGino GiniMassimo GualtieriGianni GuidiElisabetta GutEmilio IsgròMaria LaiMichele LamboLamberto LambertiniUgo La PietraKetty La RoccaGiovanni La RosaErmanno LeinardiOronzo LiuzziAlfonso LentiniDario LongoAlfonso MalinconicoRoberto MalquoriMauro ManfrediMario ManganielloWalter MarchettiLucia MarcucciAriodante Marianni (Ario)Alfonso MarinoStelio Maria MartiniGisella MeoEugenio MicciniRolando MignaniEnzo MigliettaEnzo MinarelliAngelo MerantePlinio MesciulanGiorgio MoioPatrizia MolinariMiles Francesco MussiMagdalo MussioMaurizio NannucciGiulia NiccolaiAnna ObertoMartino ObertoLuciano OriMaurizio OstiStanislao PacusGeri PalamaraMario ParentelaGiulio PaoliniLuca Maria PatellaMichele PerfettiGloria PersianiLamberto PignottiGiustina PrestentoRossellaQuintiniPaolo RoffiRoberto SanesiGiovanna SandriSarencoBerty SkuberAldo SelleriGianni Emilio SimonettiFranca SonninoAdriano SpatolaFranco SpenaCarlo TognolinaLuigi TolaArrigo Lora TotinoFranco VaccariNanni VaraleFrancoVerdiPatrizia VicinelliPiero VarroniEmilio VillaLuigi ViolaAlberto VitacchioRodolfo VitoneWilliam Xerra.

 

 

anatomia del linguaggio

uno sguardo sulla Poesia Visiva in Italia

a cura di Antonello Tolve

GABA.MC – Galleria dell'Accademia di Belle Arti

Piazza Vittorio Veneto 7 (MC)



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martedì 8 gennaio 2019

Leandro Barsotti presenta il romanzo "L'amore resta" tra letture, canzoni e meditazione

Leandro Barsotti presenta il romanzo "L'amore resta" tra letture, canzoni e meditazione

 

L'Associazione Nazionale Italiana Cantanti presenta "L'amore resta" (edito da L'Orto della Cultura), il primo romanzo di Leandro Barsotti giunto alla quinta ristampa: un pomeriggio tra letturecanzoni e meditazione. Appuntamento a ingresso libero giovedì 17 gennaio alle ore 17.30 presso la Biblioteca Vaccheria Nardi, un incontro sostenuto dall'Associazione Nazionale Italiana Cantanti (al suo trentottesimo anno di attività), sempre più attiva nel sostenere progetti e proposte culturali, educative e sociali. Nel corso dell'incontro Leandro Barsotti presenterà il suo romanzo "L'amore Resta" affrontando i temi cardini del libro: la presenza degli angeli, le anime gemelle, la forza dei sentimenti. 

"L'essenza de L'amore Resta  - spiega l'autore - sta tutta nel titolo; nel fatto che tutto l'amore che nella nostra vita diamo e riceviamo, resta dentro di noi e contribuisce a trasformarci lentamente in quello che siamo, nella consapevolezza che l'amore entra nelle nostre vite per aiutarci a evolvere e a sviluppare i confini della nostra anima. E' nata in me l'esigenza di dare un senso più compiuto all'evoluzione del nostro sentimento, come l'amore riesce a trasformarci con il tempo e a farci diventare delle persone migliori".
Durante la presentazione Leandro Barsotti sarà affiancato dall'attore, cantante e musicista Attilio Fontana, artista dallo sguardo sensibile e profondo sull'arte, che eseguirà dal vivo -accompagnato da Franco Ventura alla chitarra- alcuni brani tratti dall'ultimo album "Formaggio", con un'attenzione alla tematica del libro. Al termine, anche una meditazione guidata sul tema dell'amore condotta dall'autore.

Leandro Barsotti, cantautore e giornalista, ha partecipato a due festival di Sanremo e, prodotto da Mara Maionchi, ha pubblicato negli anni Novanta alcune canzoni di successo, tra cui "Mi piace", "Voglio che mi ami", "Fragolina", "Lasciarsi amare", "Il silenzio dell'anima". Lavora come giornalista a Padova. "L'amore Resta" è il suo primo romanzo: un romantico giallo in cui il protagonista, diviso tra Milano e l'Africa dove viene ricercato dalla polizia per un equivoco internazionale, vive un profondo cambiamento interiore attraverso una nuova esperienza d'amore.


Attilio Fontana, inizia la carriera negli anni '90 come attore di fotoromanzi, e successivamente di cantante come membro del gruppo Ragazzi Italiani, che lascia nel 2000 per cominciare la carriera di solista e di cantautore. Affianca all'attività nel campo musicale quella di attore recitando in film e in varie fiction televisive sia Rai che Mediaset. Nell'autunno 2013 partecipa alla terza edizione di Tale e quale show, talent show di Rai 1 condotto da Carlo Conti da cui esce vincitore. Nello stesso anno pubblica il suo secondo album come cantautore dal titolo "Formaggio". Nel 2014 gli viene conferito il Premio alla voce della musica all'undicesima edizione del Leggio d'oro. Nell'inverno 2016 partecipa, in qualità di "capitano-squadra", alla prima stagione di Pequeños gigantes, talent show per bambini condotto da Belén Rodríguez. Ha da poco terminato lo spettacolo teatrale "Amici, Amori, Amanti" con Pino Quartullo, Daniela Poggi ed Eva Grimaldi.


Giovedì 17 gennaio
Dalle 17.30
Biblioteca Vaccheria Nardi
Via Grotta di Gregna, 37 - Roma
Ingresso libero
Infoline 0645460491



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venerdì 2 novembre 2018

Flavio Caroli a Modena col suo nuovo libro: domenica al BPER Forum Monzani

Flavio Caroli a Modena col suo nuovo libro: domenica al BPER Forum Monzani
Flavio Caroli a Modena col suo nuovo libro: domenica al BPER Forum MonzaniE' Flavio Caroli ad aprire gli appuntamenti del mese di novembre di Forum Eventi: domenica 4 novembre è al BPER Forum Monzani con il suo ultimo libro "L'arte italiana in quindici weekend e mezzo". E' il racconto appassionato (e appassionante) dell'arte italiana in forma di dialogo e traccia un itinerario nei luoghi della bellezza, accostando capolavori, stili e artisti di ogni tempo in un singolare percorso

In Italia godiamo del privilegio di vivere tra opere che tutto il mondo ci invidia. Per comprendere fino in fondo il valore e la qualità di questi tesori Flavio Caroli, critico d'arte e personaggio televisivo, invita a compiere un viaggio attraverso le città che hanno fatto la storia dell'arte. Domenica 4 novembre alle 17.30 presenta il suo ultimo libro "L'arte italiana in quindici weekend e mezzo" (Mondadori) insieme all'attrice veneziana Rossana Valier che leggerà alcune pagine.

Attraverso la proiezione di spettacolari immagini mostrerà luoghi e diversi modi di intendere la pittura: dalla Milano del Cenacolo leonardesco alla Roma barocca, dal fascino della luce veneziana fino al realismo napoletano, faremo viaggi indimenticabili. In questo saggio che diventa un romanzo, dialoga con un'amica di lunga data accompagnandola per quindici weekend e mezzo alla scoperta di grandi artisti, monumenti universalmente noti e gioielli nascosti (scelti dopo una oculatissima scrematura) nei luoghi nevralgici dell'arte italiana. In questo modo Caroli indica la via per comprendere appieno il patrimonio artistico italiano, nella convinzione che i capolavori sono il riassunto dei pensieri più profondi di un'epoca storica, e costituiscono "un'apertura visionaria verso il tempo che verrà".

Sting. Ritorno ai cieli del nord. Dai Last Exit a The Last Ship di Paul Carr - Novità Galaad Edizioni

Sting

Ritorno ai cieli del nord

Dai Last Exit a The Last Ship

di Paul Carr

Sting

Il libro

Figlio del Nordest proletario inglese, Gordon Sumner, alias Sting, manterrà con l'ambiente d'origine rapporti difficili, prima rinnegandolo, poi, ormai famoso, tornandovi per farne costante motivo di ispirazione. 


Il punto di partenza e di arrivo della sua radiosa parabola è la cittadina operaia di Wallsend, otto chilometri da Newcastle, rete di grigie casette a schiera occupate da minatori e operai di cantieri navali, cui dedicherà The Last Ship, musical del 2013 che rivisita quei luoghi, i loro abitanti, la controversa relazione col padre. 


Nel lungo intervallo tra queste due sponde c'è tutta la prolifica serie di avventure umane e musicali che compongono il ritratto di una rockstar dall'identità prismatica: socialista multimiliardario, generoso ecologista e alfiere dei diritti umani bersagliato dai critici che intravedono nel suo impegno pubblico clamorose operazioni mediatiche, artista colto, raffinato e insieme popolare. 


Sting inizia la sua ascesa al successo planetario come bassista di un gruppo jazz-rock di Newcastle, i Last Exit, e quando approda a Londra, in piena temperie punk, inventa con i Police uno stile personalissimo, fondendo sonorità new wave, jazz, punk-rock e ritmi reggae. Paul Carr, in un'opera eclettica, egregiamente documentata, fa luce sui nodi salienti della carriera artistica e della vita privata del suo celebre conterraneo. 


Ne esplora trionfi, crisi profonde, processi creativi. Sotto il luccichio frastornante del divo emerge il ritratto di un uomo fedele, nonostante tutto, a se stesso, appartato quanto osannato, che in un maturo giorno autunnale si ritrova inaspettatamente nel cuore della propria infanzia, dove a cantare rimangono solo le voci di lontane memorie.


L'autore

Paul Carr è docente di musica popolare presso l'Università del Galles meridionale e si occupa, in particolare, di musicologia, industria della musica e pedagogia musicale. Musicista lui stesso, ha partecipato a tour e registrato con vari artisti, tra i quali The James Taylor Quartet e il sassofonista americano Bob Berg.

Traduzione di Michele Piumini

264 pp. - 17euro - 17x24

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