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lunedì 11 gennaio 2016

Lo scemo del villaggio. Presentazione a Leverano (Le) con il giornalista Alessandro Stajano


LO SCEMO DEL VILLAGGIO 
A LEVERANO (LE)
Da Galatina a Leverano, continuano le presentazioni del suo ultimo lavoro in giro per la provincia: Simone Mele presenta "Lo scemo del villaggio", un lavoro che diverte spassionatamente ma fa anche, e soprattutto, riflettere, presso l'associazione culturale Mujmuné - a sud di nessun nord, in via Roma 25 a Leverano (LE), giovedì 14 gennaio alle ore 21.

"Lo scemo del villaggio" è una raccolta di battute, giochi di parole e calembour che ha conquistato anche i media nazionali come I Provinciali di Radio Due arrivando dopo le oltre 4000 copie vendute con l'autoprodotto "L'ozio è il padre dei vizi, lo zio è il padre dei cugini" e dopo il crescente entusiasmo suscitato sul web con i suoi video che richiamano l'attenzione sulle nevrosi dell'idioma e del pensiero (www.youtube.com/watch?v=PY3NP2-Ah5w).  

Lì dove il lettore voglia cogliere quel mettere in evidenza le idiosincrasie del linguaggio e del pensiero non avrà che da scegliere tra le centinaia di contorsioni lessicali che svelano una lingua ed un pensiero comune sempre più impoveriti dalla mancanza di attenzione che nell'uso impera.

Il linguaggio è già povero, io lo vedo e soprattutto lo sento ogni giorno nelle nostre strade mendicare un aggettivo, un sostantivo, un arcaismo elegante... Nessuno più risponde a tono, e tono è molto triste, nessuno risponde per le rime, e tanto meno io che non voglio assumermi la responsabilità di nessuno. Sarà colpa della scuola, del corpo insegnanti, del corpo docenti? Io non sono e mai sarò per la mortificazione del corpo. 

Spiega così Simone Mele, contorsionista lessicale e sotto-scritto-re, il suo punto di vista sull'impoverimento del linguaggio, perché è negli anfratti della lingua che si colloca la sua attenzione. Nello scovare versioni inedite del pensiero comune, nell'inventare giochi di pensiero e di parole che mettono in serio dubbio lo stato delle cose. 


CHI E' SIMONE MELE
Classe '71. Dopo tumultuosi anni da liceale e svariati colpi accademici a vuoto si tuffa da autodidatta in studi matti e disperatissimi non disdegnando la strada come palestra di vita. Civetta con la filosofia orientale accarezzando l'idea di diventare monaco zen e ritirarsi di buon grado. Coltiva da sempre il calembour e l'ironia come arma di difesa nei confronti degli stereotipi e dei luoghi comuni.
Dall'amore per il lessico nasce la sua prima opera "L'ozio è il padre dei vizi, lo zio è il padre dei cugini" Caso editoriale locale.
Dal successo del libro inizia un avventura nel mondo della comicità. Sketch e cabaret diventano dei contenitori nei quali il Mele ha la possibilità di raccontare le sue storie che diventano un format dal titolo paradigmatico LO SCEMO DEL VILLAGGIO anche titolo della sua seconda fatica.

CHI E' ALESSANDRO STAJANO
Classe 1972, dopo il diploma di maturità scientifica si arruola, come volontario, durante la prima guerra del Golfo Persico al rientro dalla quale inizia a studiare Architettura presso l'Università di Roma e a frequentare gli ambienti e i personaggi dello spettacolo cinematografico e televisivo restando profondamente colpito dai meccanismi che regolano lo show-business e il mondo dell'informazione. Laureato con il massimo dei voti in Conservazione dei Beni Culturali, nel 2002, con una tesi sperimentale sulla perdita della Privacy e la paranoia da controllo, partecipa alla stesura del libro di Michele Mirabella, adottato nell'Ateneo leccese, e collabora con il professor Gino Santoro alla cattedra di Storia del Cinema e del Teatro dell'Università di Lecce fondando, con alcuni studenti e neo-laureati, l'associazione teatrale "Oistros" occupandosi in prima persona di portare avanti progetti per il recupero del disagio sociale giovanile presso le aree svantaggiate della provincia salentina. Per la collana universitaria "In Corso d'Opera" redige un saggio intitolato "Da Orwell al Grande Fratello" in cui si prende in esame la teoria del controllo globale a partire dal racconto fantascientifico di Erich Artur Blair, "1984", per giungere agli odierni programmi televisivi, senza tralasciare le produzioni cinematografiche d'oltre Oceano. Come giornalista pubblicista, a partire dal 2003, è stato redattore dei quotidiani locali Bari Sera, Lecce Sera, Il Paese Nuovo e il periodico regionale "Gusto di Puglia". Dal 2004 diventa capo servizio di cronaca nera per l'emittente televisiva leccese "Canale8". Dallo stesso anno conduce e realizza format per la televisione che spaziano dall'intrattenimento all'approfondimento politico, dall'inchiesta sulle emergenze territoriali alla valorizzazione delle risorse ambientali e paesaggistiche e nel suo salotto televisivo siederanno i volti più noti del panorama politico e dello spettacolo nazionale e locale. Nel 2006 gli viene affidata la direzione della rivista "Life Style – The best of Puglia", e di numerosi periodici di promozione turistica del territorio. Contestualmente si occupa della conduzione di spettacoli ed eventi culturali in tutta la provincia di Lecce tra i quali meritano di essere ricordati il "Premio Rever d'Oro Cosimo Cordella" e le sfilate de "Giovani stilisti in Passerella" promosse dall'Istituto Codella Fashion School. Nel 2010 pubblica per l'editore Laterza una raccolta di racconti a sfondo fantascientifico ottenendo un discreto consenso di pubblico e critica. Nel 2012 la "Gsm Ip Company" di Los Angeles gli commissiona l'ideazione di una storia fantascientifica e il relativo trattamento per una produzione cinematografica. Negli ultimi tre anni è stato invitato come relatore durante altrettanti congressi del Centro Ufologico Nazionale dando nuovo slancio alla scrittura di fantascienza e facendosi promotore di un premio letterario di caratura nazionale ispirato ai temi di volta in volta proposti. Da due anni collabora con il quotidiano online LeccePrima e, attualmente, sta per dare alle stampe due nuovi romanzi per le edizioni Lupo e Il Raggio Verde.


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